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Alle sorgenti
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Alle sorgenti


Autore:
P. Andrea Panont
Editore: Mimep-Docete
Pagine: 104
Anno: 2006
Prezzo: € 3,50

 

Prefazione

Una dimensione invisibile ma realissima pervade ogni cosa e ad essa si agganciano i racconti e le esperienze del presente libretto.

È la dimensione che già ispirava San Paolo quando, parlando ai saggi dell'Areopago di Atene, presentava Dio come colui che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è vicino a ciascuno di noi, nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo e di cui siamo stirpe (cf. At. 17,24-29).

Sullo sfondo di questa presenza divina, che è presenza di amore, si possono leggere in profondità le realtà che avvolgono e riempiono la quotidianità umana.

È una esperienza di Teresa di Lisieux, che, ancora bambina, quando accompagnava il papà a pescare, confessa la sua preferenza: "Sedermi sola sull'erba in fiore. Allora i pensieri si facevano profondi e la mia anima, senza sapere che cosa fosse meditare, si immergeva in una vera orazione. Sognavo il cielo (MA 50)".

Certamente occorre una sensibilità e un occhio particolare per captare questa dimensione, ma è anche vero che in varie forme si trova nell'intimo di ogni uomo o donna. Il problema è come metterci su quest'onda.

Teresa d'Avila paragona le anime che hanno un esito positivo alle api che trasformano in miele tutto quello che succhiano (cf. Fondazioni 8,3) o ad una sorgente limpida, dalla quale scorre l'acqua cristallina dell'unione con Dio (cf. Mansioni 1,2,2).

Giovanni della Croce ha una ragione teologica a questa possibilità di lettura alla divina del vivere quotidiano. Scrive: "Quando il Verbo, sapienza e figlio del Padre, si fece uomo, innalzò questo alla bellezza di Dio e di conseguenza rivestì tutte le creature di questa stessa bellezza, perché facendosi uomo si unì anche alla loro natura (Cantico B 5,4)".

Le pagine seguenti, nell'intenzione e nelle attese dell'autore, sono offerte a sostegno nella ricerca della sorgente e a guida nel cammino verso l'acqua viva.

P. Dario Cumer


Geografia e perdono

"Albano è a sud o a sud-ovest di Roma?". Una sera, con l'amico Serafino parlavo delle ricchezze artistiche e della bellezza di Roma e dei suoi dintorni. Il nostro colloquio, di tanto in tanto, si accalorava per divergenza di opinioni o per qualche parola detta con tono non proprio soave.

Finché mi lanciai a descrivere con speciale entusiasmo e dovizia di particolari la zona dei Castelli. Avvertivo in me una certa soddisfazione nel poter dare a un appassionato dell'argomento qualche notizia nuova e interessante.

Ma ad un certo punto Serafino m’interrompe; mi dice di conoscere bene Albano essendo passato più volte da quella cittadina a sud-est di Roma. "Non a sud-est - subito tengo a precisare - ma esattamente a sud di Roma."

Da questa mia pedantesca precisazione nasce uno dei classici diverbi che mettono in luce non tanto la voglia di esattezza, di precisione geografica, ma quella strana animosità dettata da una sottile volontà di prevalere sull'altro. Quasi a dire: "Non voler venire a insegnare a me, proprio tu". Ciò contribuì a disturbare e a incrinare la serenità dei nostri rapporti.

Prima di andare a riposare, apriamo il breviario per dire l'ultima preghiera della giornata. Con grande sorpresa, quel mercoledì la lettura ci offre queste esortazioni: "Non tramonti il sole sopra la vostra ira; scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come vi ha perdonato Gesù".

Sentendoci a disagio, in uno strano silenzio ciascuno si avvia alla propria stanza. Ma quelle parole non mi lasciano andare a letto tranquillo. Mi invitavano sempre più pressantemente a ricomporre la lite. E’ vero; guardando la carta geografica, avevo ragione io. Albano è proprio a sud di Roma. "Ma - mi dicevo - non mi serve aver ragione se l'aver ragione ha provocato la frattura meglio la pace".

Presi nuovamente la carta; la girai e rigirai fra le mani. Forse, osservando con l'occhio della misericordia, potevo dirgli che aveva ragione lui; può darsi guardando da questo punto di vista. Insomma mi premeva soprattutto la pace.

Mi decisi; bussai alla sua porta, prima che si mettesse a dormire. Entro e trovo anche lui con la carta geografica in mano. Mi fissa e, notando la mia espressione serena, mi precede con un grande sorriso: "Hai proprio ragione tu".

Ci basta uno scambio di battute amichevoli come segno cristiano della buona notte.


La gabbianella e il gatto

Non è vero che manca il pane; se manca qualcosa, è perché manca la fame. Questo, riflettendo, constatavo con un giovane che mi accompagnava a far visita ai malati della parrocchia. Con vera riconoscenza vedevamo come Dio si fa sentire, in quanti modi sa parlare, con quale larghezza sa nutrire chi gli si affida.

E mentre così discorrevamo, il nostro occhio va al titolo d'un film: "La gabbianella e il gatto".

E quasi a voler ulteriormente dimostrare a me e a lui la verità delle nostre riflessioni, gli domando:
- Tu l'hai visto questo film?
- Sì - mi rispose.
- Me ne vuoi raccontare la trama?
- E’ la storia d'una gabbianella e di un gatto che le fa stranamente da mamma. Questa gabbianella è nata in un momento drammatico: mentre, cioè, mamma gabbiana, intossicata dai veleni d'un discarica, stava morendo. Fatto l'uovo, non sapeva a chi affidarlo se non a un gatto che in quel momento passava di là. Mamma gabbiana prima di morire, dal gatto si fa promettere che sarebbe stato lui sempre vicino alla gabbianella, aiutandola prima a nascere, a crescere e che le avrebbe insegnato a volare.

Così, fra varie vicissitudini, il gatto fece del suo meglio per far nascere la gabbianella. Fece tutta la sua parte per crescerla. Portandole i bocconcini di cui la vedeva particolarmente ghiotta; insomma le faceva proprio da mamma.

Gli amici del gatto, tutti a deriderlo: "Che pretesa tu, gatto, far da mamma ad un uccello". Ma il problema che maggiormente assillava il gatto e i suoi amici, era come insegnarle a volare, senza nessuna esperienza in merito. Un'altra grande fatica era quella di aiutarla a convincersi di non essere un gatto, ma nutrire la consapevolezza che il suo mondo era quello dei gabbiani.

Nel frattempo la gabbianella cresceva. Spesso mentre mangiava i pesciolini che il gatto le portava, notava altri gabbiani che volavano sopra di lei. Li guardava, li osservava a lungo e sentiva dentro di sé che quella era la sua vita; e che proprio così anche lei si sarebbe espressa appena finito di crescere.

Il gatto, nonostante avvertisse tutta la sua incapacità a dare lezioni di volo, le stava sempre comunque vicino. Finché, un giorno, la gabbianella, portata su un'altissima torre, spinta a buttarsi nel vuoto, finalmente volò e si unì allo stormo che passava.

Il gatto si rasserenò e capì che la cosa più bella e più importante che aveva preparato la gabbianella al volo, non erano le sue lezioni di volo e neppure il portarle da mangiare; ciò che aveva permesso a lei di diventare se stessa era stato il suo starle vicino".

Ecco come Dio ci fa crescere; ecco perché Dio ci invita ad essere prossimi, vicini gli uni agli altri.


Indice

  1. A mani vuote
  2. A ritroso
  3. Abitare la volontà di Dio
  4. Ago e filo
  5. Al primo fischio del treno
  6. Assaggio in superficie
  7. Attrattiva
  8. Camminando trovo
  9. Casa Paradiso
  10. Chi dona riceve
  11. Compleanno
  12. Cos'è l'equilibrio?
  13. Cuore inquieto
  14. Dalla radice ai rami
  15. Di voi ho bisogno
  16. El fiòl del paròn
  17. Fenditure e ferite
  18. Figlio di ... Tizio
  19. Friddu è
  20. Geografia e perdono
  21. Guàrdati in tasca
  22. I piccoli non pagano
  23. Il fantoccio di ghiaccio e il fiammifero
  24. Il flautista e la figlia del re
  25. Il mio Sì
  26. Il passero
  27. Il perdono fa Natale
  28. Il più veloce
  29. Il segreto che veniva dal mare
  30. Il tuo custode
  31. Il vecchio porta il nipotino
  32. Il vuoto al bar
  33. In società con Dio
  34. L'arte di amare
  35. L'occhio del falegname
  36. La cartolina in mano
  37. La Croce ti porta
  38. La favola di Letizia
  39. La gabbianella e il gatto
  40. La lucciola
  41. La pace è finita
  42. La preghiera di chi non sa le preghiere
  43. Le foglie, cosa dicono
  44. Lo scoiattolo
  45. Paradiso-Inferno
  46. Pedagogia è amore
  47. Pietanze sui vestiti
  48. Sei importante per me