Get Adobe Flash player
Home Libretti Padre Andrea Lo stupore è bambino
Sono libero perchè amo
Un silenzio che parla
Una foresta che cresce
Stando alla finestra
Come bambini…
Battiti d’ali

postheadericon Lo stupore è bambino

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Indice
Lo stupore è bambino
Assaggio 1
Assaggio 2
Indice
Tutte le pagine

Lo stupore è bambino


Autore:
P. Andrea Panont
Editore: Mimep-Docete
Pagine: 112
Anno: 2006
Prezzo: € 3,50

 

Prefazione

È da incoscienti accettare di presentare un libro che non si è letto e del quale conosco solo il titolo. Eppure ho accettato di farlo. Perché? Perché conosco l’autore. Quando si conosce l’albero, si sa già se ci darà mele o ciliegie. Inoltre ho letto i dieci libretti che lo precedono nella stessa serie. Quindi so più o meno quale sarà l’aspetto e anche il sapore di questo nuovo frutto.

So che avrà lo stesso stile dei precedenti: piccoli brani sapienziali, brevi flash, piccole esperienze di piccoli e di grandi, qualche aneddoto desunto dalla sapienza popolare delle più varie culture, fatti e fatterelli significativi della vita quotidiana, in uno stile semplice, popolare, intuitivo. Nell’insieme lo paragonerei a un melograno: tanti granelli più o meno della stessa forma e dimensione, però ciascuno con la sua individualità di contenuto e di sapore; o a una piccola pinacoteca con tanti miniquadri di stile e tonalità diverse, ma che nell’insieme ti cantano l’unico tema di fondo: "Dio esiste e ti vuol bene!"o a un miniepistolario di tante letterine, ciascuna col suo piccolo messaggio che, con gli altri, contribuisce a illuminarti nell’anima il messaggio essenziale del Vangelo: "Dio è Amore" e a sostenerti nel cuore la risposta: "E noi crediamo all’Amore"

Conosco P. Andrea: le sue saranno pennellate sicure, lampi improvvisi, scene di vita scontate ma che scontate non sono, incontri insignificanti diventati determinanti: fatti e fatterelli visti con lo sguardo ingenuo e sorpreso di un bambino, che scopre il mondo per la prima volta; con lo sguardo incantato di bambini e anziani "evangelici"che in un mondo secolarizzato scoprono che il vangelo è vero e funziona. Attraverso la trafila della sua vita, Andrea è riuscito a risvegliare dal sonno il "bambino"che dormiva nel suo cuore e trova ovunque motivi di stupore, tanto che gli viene spontaneo stupirsi di chi non si stupisce, condividere con semplicità lo stupore di chi si stupisce e, senza volerlo, riesce a coinvolgere nello stupore quanti lo ascoltano o lo leggono.

Definirei questo libretto una danza di aneddoti, di esperienze di vita, di fatterelli significativi, che, dopo aver sorpreso l’autore, passando per i suoi occhi, il suo cuore e la sua penna, diventano una danza di luci e di colori, che ci fanno intravedere lo sfondo misterioso e meraviglioso che sta dietro al susseguirsi piatto e talvolta sconclusionato della vita di ogni giorno: una danza di intuizioni varie e improvvise che ci accende nel cuore una nostalgia arcana, un sogno di infinito: l’intuizione di una realtà che ci sfugge, ma che è essenziale alla vita.

Avendo egli vissuto l’esperienza personale di un risveglio progressivo, che lo ha fatto passare dal realismo acido e critico a dimensione orizzontale di una persona "seria", a un realismo caldo e vitale, a dimensione verticale oltre che orizzontale, di una persona che sa incantarsi delle prospettive invisibili della vita ("l’essenziale è invisibile agli occhi", scriveva

Antoine de Saint-Exupéri), in questo nuovo libretto, sono sicuro che egli ci sorprenderà facendoci prendere coscienza che anche in noi non tutto è definitivamente sclerotizzato, sistemato, scontato, conosciuto e dimenticato. Ci accorgeremo che c’è ancora in noi un "fanciullino interiore" (cfr. il Fedone di Platone), forse al momento addormentato o drogato o intontito, ma ancora vivo, ancora capace di recettività e di reagire, aperto e sensibile ai riflessi delle meraviglie di Dio nel mondo e nella vita.

Il titolo, "Lo stupore è bambino", che Andrea ha voluto dare al nuovo libretto, mi dice che egli con esso, come con gli altri e più che con gli altri precedenti, vuole renderci partecipi dello stupore del quale egli stesso si è lasciato sorprendere in tante esperienze della sua vita.

Il "bambino che sa stupirsi" è la parte viva di noi che non dobbiamo lasciar atrofizzare, che va custodita e potenziata vita natural durante, che dobbiamo risvegliare se addormentata. È la parte viva, sensibile, curiosa, lanciata verso l’avvenire: la parte dinamica del nostro essere: la parte che gusta e pregusta, che vede e prevede e presente, che sogna e desidera, che intravede e ha fame di più luce, di conoscenza più ampia; la parte più "curiosa" che si compiace di quanto scoperto, ma non si stanca di cercare e scoprire orizzonti sempre più interessanti. Lo stupore è il principio della conoscenza, ci dirà Aristotele: il principio non solo nel senso di inizio, ma anche nel senso di start, di imput, alla conoscenza, alla filosofia. "Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori" (Metafisica, A2, 982b).

Lo stesso pensiero di Aristotele, ma a un livello più alto e con una dimensione esplicitamente religiosa, lo troviamo nel libro dei Proverbi: "Inizio della sapienza è il timore di Dio" (Prov. 1,7). In questa espressione la "filosofia", illuminata dalla luce di Dio, diventa "sapienza"; la "meraviglia" in una prospettiva verso Dio diventa riverenza, "timore", adorazione. Nelle parole di Gesù, poi: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenute queste cose (il mistero del Regno) ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11,25) troviamo il vertice della scala che ci porta: dalla filosofia alla sapienza e all’unione vitale con la Sapienza incarnata. La filosofia germoglia dallo stupore davanti alle realtà naturali e le loro connessioni vicendevoli. La sapienza nasce dallo stupore davanti alle realtà naturali illuminate dalla parola di Dio attraverso i profeti. L’unione vitale con la Sapienza incarnata sboccia e fiorisce dallo stupore di quella fede che ci fa vedere "tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra, ricapitolate in Cristo" (Ef 1,10) e ci apre ad accogliere Gesù Vita della nostra vita. Per il primo gradino basta essere vivi, intelligenti e onesti; per il secondo si richiede un rapporto vivo e consapevole con Dio; per il terzo si esige essere "bambini", "piccoli", sempre più piccoli perché Lui cresca verso la pienezza della sua statura in noi.

Oggi è la festa di Santa Teresina del Bambino Gesù. La sua spiritualità è definita "la piccola via dell’infanzia spirituale": piccola via dello stupore, col quale Teresina ha scoperto l’Amore in tutte le realtà e le situazioni della vita e ha sperimentato la risposta del Grande Amore in tutte le realtà e le situazioni della vita e ha sperimentato la risposta del Grande Amore al suo piccolo amore in tutte le vicende importanti e minime, gioiose e crocifiggenti, della sua breve vita. Sul letto di morte ha promesso che il suo cielo sarà far piovere sulla terra una "pioggia di rose". Questo libricino non potrà essere un profumato mazzetto di rose che S. Teresina, attraverso P. Andrea, ci offre? Te lo auguro. Me lo auguro.

P.Bonaventura Marinelli capp.
Arco, 1° ottobre 2004. Festa di S. Teresa del B.G.