postheadericon Battiti d’ali

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Battiti d’ali


Autore:
P. Andrea Panont
Editore: Mimep-Docete
Pagine: 144
Anno: 2009
Prezzo: € 3,50

 

Prefazione

Un altro fantastico libretto di padre Andrea. Un altro di quei libretti che prendi in mano e ne leggi una pagina dopo l’altra, accattivanti e gustose come cioccolatini. A che numero siamo arrivati con la serie di questi libretti? Ma ha proprio così tanti episodi da raccontare, che non gli bastano uno, tre, cinque, venti, venticinque volumetti?

Ci sono sempre fatti nuovi che accadono attorno a lui? A noi sembra che non succeda mai niente di così interessante, degno di essere annotato e comunicato. Oppure sono gli occhi di padre Andrea sempre nuovi, capaci di scorgere un messaggio in ogni minimo avvenimento?

A lui tutto parla, anche uno straccio che vola in aria, una bottiglietta di plastica lasciata per terra, il remo di una barca, il profumo dell’alloro e del timo, ma anche una sciatalgia, l’aratura di un campo, il grido di un bambino che si è perso...

Perché per tanti di noi queste cose sono così quotidiane, banali, comuni che non dicono nulla? No no, tutto parla, ogni più piccola circostanza nasconde un messaggio per noi; solo che non abbiamo tempo, voglia, pazienza per metterci in ascolto e lasciare che ci narri la sua storia.

Un battito d’ali per i più rimane impercettibile, soffocato da suoni ben più roboanti che stordiscono la nostra giornata: lo strepito della gente, il rumore di una moto, il volume alto del televisore... O è forse il trambusto interiore, il ronzio del cuore, il chiasso dell’anima che non ci consentono più di sentire quel battito d’ali?

Queste pagine semplici e profonde sono davvero la condivisione, come promette l’autore, di «quel bicchiere di acqua sorgiva che mi viene fornito ogni giorno dalla salutare novità del Vangelo e dalla sorprendente, liberante esperienza di chi lo vive».

Oltre a farci pensare, a trasmetterci gocce di sapienza, a suggerirci con discrezione modi più veri di vivere, queste pagine sono anche un invito a saper far tacere gli inutili assordanti rumori di cui rimbomba la nostra giornata, per ascoltare cose e persone, e udire e capire messaggi che soltanto il silenzio sa cogliere.

Ogni episodio è un invito a ritrovare lo sguardo innocente del bambino per vedere l’anima delle cose; un invito alla purezza del cuore perché solo l’amore sa veramente comprendere il linguaggio silente e nascosto che sussurra attorno a noi, come un battito d’ali.

Fabio Ciardi


Biglietto, prego!

Appena m’affaccio all’interno della stazione odo gli altoparlanti che a massimo volume annunciano gravi ritardi, treni soppressi. Mi trovo, per farla breve, nella tipica e confusa situazione di chi deve a tutti i costi partire, ma proprio non sa... quale pesce pigliare. Ma... dopo aver sentito nominare la mia stazione d’arrivo, salgo d’istinto sul primo treno in partenza.

Sbagliando tutto, mi trovo seduto nella carrozza di prima classe. Avevo la certezza, anche se scusabile, di essere fuori posto; pronto comunque a spiegare al controllore quanto era successo e i motivi del mio comportamento.

"Prego, biglietto!" Per spiegarmi meglio, mi alzo in piedi; ma... il controllore mi guarda e, accennando ad un sorriso, mi precede: "Ma noi ci conosciamo". Salutandomi stava proseguendo senza controllare "l’errore". Ero già intenzionato a farlo; ma rincuorato dalla certezza della comprensione, lo fermo e gli "confesso" la mia posizione errata.

Mi guarda sorridendo compiaciuto... "da tempo volevo incontrarti" e, mentre prende nota del mio errore, non cessa di rallegrarsi del caso fortunato. Proseguendo a controllare altri biglietti, mi assicura: "appena ho finito... ritorno".

Nella cordialità del nostro dialogo, sono emerse espressioni che per me riecheggiano il festoso incontro dell’uomo con Gesù:

"Grazie d’avermi trovato".

"Se io non fossi stato irregolare, non t’avrei cercato".

"Se tu non avessi sbagliato, non m’avresti incontrato."


La rivoluzione

"Andrea, oggi andiamo a fare la rivoluzione". Così si esprimeva lo zio quando voleva invitarmi con lui ad arare.

Preparava tre paia di buoi, i più robusti; allestiva l’aratro agganciandolo per bene al timone e al giogo e, con in mano una frusta che non usava mai, mi invitava a seguirlo nel campo.

Al passo dei buoi, l’aratro, tenuto dritto dalle braccia robuste dello zio, faceva la rivoluzione: rovesciava le zolle superficiali sprofondandole a cinquanta centimetri sotto e portando in superficie il terreno sottostante. "Rivoluzionare è per lo zio mettere sottosopra il campo".

Poi, approfondendo la similitudine, mi aiutava ad osservare bene i particolari di questa curiosa operazione: "come hai visto - aggiungeva - sulla superficie prima dominava un’erbetta verde con tanti variopinti fiorellini; una bellezza a vedersi.

Ma... ora dov’è andata a finire? "L‘abbiamo messa sotto perché possa concimare quel grano buono che semineremo presto".

Perché tu possa portare frutti abbondanti, Gesù, il vero rivoluzionario, ti offre mille occasioni: contrarietà, potature, schianti; da agricoltore esperto guida l’aratro che ti rivoluziona la vita; sottopone l’umano a servizio del divino.

Anche lui si è lasciato sotterrare per amore; risorgendo, ha fatto rifiorire il divino per l’umanità.

Sopra i fiorellini sepolti dell’orgoglio, germoglierà la gratuità e sul concime dell’io, fiorisce Dio.


Indice

  1. A bruciapelo
  2. Addio bisi!
  3. Ago nel pagliaio
  4. Alle terme
  5. Andiamo a far festa
  6. Aprire un’inchiesta
  7. Aquila o straccio
  8. Attenzione allo scalino
  9. Attracco al pontile
  10. Benvenuti
  11. Biglietto, prego!
  12. Casa mia è dove ci si ama
  13. Cecchini
  14. Centrale idroelettrica
  15. Che università
  16. Chi confida nell’uomo
  17. Chi sono i mati
  18. Come il fiume
  19. Corro la via di Dio
  20. Cosa vuoi da me?
  21. Da estranei a intimi
  22. Dall’eros all’agape
  23. Dammi la manina
  24. Depressione
  25. Diapason
  26. Distacco dalla nonna
  27. Dono della tentazione
  28. Due passeri in gabbia
  29. È ora di respirare
  30. Edizioni del pane
  31. Esperienza sul tema
  32. Fa la differenza
  33. Falciare l’erba dell’io
  34. Favole e parabole
  35. Fiera Mineral Show
  36. Fumo o profumo
  37. Giro d’Italia
  38. Gradasso o bambino
  39. Grande lezione
  40. Grappolo allo specchio
  41. Gustav
  42. Ha sofferto o amato?
  43. Ho bussato tre volte
  44. Ho sempre in mente
  45. Il balletto dello zoppo
  46. Il dono sei tu
  47. Il filare
  48. Il gallo cantò
  49. Il mio lavorare
  50. Il remo non mi basta
  51. Il seggiolino della mamma
  52. Il sogno dell’artista
  53. Il sorriso reciproco
  54. Il volo di Ferruccio
  55. Il vuoto
  56. In balia del vento
  57. Investire
  58. L’aquila e il pesce
  59. L’arte del cucito
  60. L’elicottero e il naufrago
  61. L’impennata
  62. L’inseguitore
  63. La bici fatta di pulci
  64. La bottiglia e la fontana
  65. La fontana di Bepo
  66. La mala e la bella
  67. La manina e la manona
  68. La notizia-bomba
  69. La rivoluzione
  70. La tonaca
  71. La vera tragedia
  72. Lasciami passare
  73. Le dune
  74. Le risonanze
  75. Lo spretato
  76. Lo zio Nane
  77. Mamma, perché tu non vai?
  78. Margherite al sole
  79. Maturità fruttosa
  80. Meno chiacchiere
  81. Mi avvelenano
  82. Non fare il sordo
  83. Olivo o palme?
  84. Omar il mendicante
  85. Pane fragrante nel cesto
  86. Pelar patate
  87. Pensiero della morte
  88. Perdono perché perdonato
  89. Pianture
  90. Profumo di alloro
  91. Profumo di tiglio
  92. Radiatori bollenti
  93. Sanare cervello e cuore
  94. Scomodare Dio
  95. Sferruzzare cantando
  96. Sguattero
  97. Sogno o realtà
  98. Svuotare il cassonetto
  99. Tasso barbasso
  100. Tepore primaverile
  101. Termovalorizzatori
  102. Tormento dell’invidia
  103. Un fiore preferito
  104. Un grido
  105. Un sinistro per il destro