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La manina nella mano


Autore:
P. Andrea Panont
Editore: Mimep-Docete
Pagine: 144
Anno: 2009
Prezzo: € 3,50

 

Prefazione

Il Signore assicurò il suo popolo nel momento della sfiducia e della disperazione: "Forse che la donna si dimentica del suo lattante, cessa dall’aver compassione del figlio delle sue viscere? Ebbene, anche se questo avvenisse, io non ti dimenticherò mai". E il cristiano ne è ancora più certo. Sa, infatti, che quello stesso Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio affinché tutti possiamo salvarci per mezzo di Lui. Sa che nessuno può separarci da quell’amore. Né la tribolazione, né l’angoscia, né la persecuzione, e neppure la fame.

È la fede che anima le pagine di questa nuova raccolta di aneddoti che Andrea Panont offre ai suoi sempre più appassionati lettori. La manina nella mano può sembrare il titolo di un libro per bambini, ma non è così. O meglio, come ogni altro libro di Andrea ("Gocce di rugiada", "Il silenzio che parla", "Il sole non può tacere", "Le luci del cuore", "Lo stupore è bambino", "Alle sorgenti", "Il mare in una goccia", "L’alfabeto di Dio", per citarne solo alcuni), è per i "piccoli" del Vangelo. Sì, perché per capire la vita nel profondo bisogna ritrovare lo sguardo semplice e curioso del bambino che si affida del tutto spontaneamente alla guida dei suoi genitori. La manina nella mano del papà o della mamma è sicurezza e il bimbo non si preoccupa più di nulla, sicuro di essere vigilato amorevolmente.

"So di essere sostenuta, e qui sta la mia tranquillità e sicurezza - non la sicurezza consapevole dell’uomo che sta su un terreno sicuro con le proprie forze, ma la dolce e beata sicurezza del bambino sorretto da un braccio forte - che in pratica è una sicurezza non meno ragionevole", ha scritto la grande carmelitana Edith Stein, martire con il suo popolo ad Auschwitz. "Sarebbe forse ragionevole quel bambino", aggiunge, "che vivesse costantemente nella paura che la mamma lo lasciasse cadere?".

Attraverso le graziose e saporose storielle che racconta in queste pagine, è questa "tranquillità e sicurezza" che Andrea vuole risvegliare. Correndo nello stadio - come racconta in "Atleta in gara" - capita di cadere e di farsi del male, ma "c’è più gioia in cielo" nel ridonare sempre la manina alla mano del Papà e riassaporarne l’abbraccio incoraggiante. Per proseguire ricominciamo con Lui il nostro cammino, con il cuore che ci brucia di nuova riconoscenza.

"Dio ora stringe la sua mano", si è scritto su un giornale il giorno dopo la morte di Eluana, ma Dio non aspetta quel momento per offrirci il suo braccio. Anzi, noi sappiamo che "in Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo".

Bruno Moriconi, ocd