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Lunedì 22 Ottobre 2012 17:16

RADUNO ADRO, domenica 30 Settembre 2012

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Grazie! padre Andrea e congratulazioni per i tuoi 50 anni di Messa!

Questo il tema e il motivo dell’incontro geachino di Adro: un bel gruppo di 60 persone attorno a lui per ringraziarlo del GEAC che ha riportato nella famiglia carmelitana quanti ne erano usciti in vario modo, per ringraziare con lui il Signore per i 50 anni di sacerdozio, ben spesi, senza dubbio.

E quando sul piazzale del santuario, la fanfara dei bersaglieri di Capriolo ha suonato la marcia trionfale dell’Aida per lui, tutti abbiamo pensato che ci stava bene, senza esagerazione.

Il solito e tanto accogliente rinfresco e i caldi saluti per chi arrivava alla spicciolata, anche da lontano: Lorenzetti e  Covi con le rispettive mogli da Bolzano-Trento, l’immancabile Alberto Degani da Padova, i fratelli Biasini da Treviso, Filippo Ravanini con famiglia da Verona, e altri da più o meno lontano come Ambrogio da Venegazzù.

Nel salone del pellegrino, comincia l’incontro vero e proprio; le sedie tutte in cerchio per evidenziare che i componenti della famiglia sono uguali, equidistanti dal Centro di cui rivestono tutta l’importanza; al tavolo padre Andrea con accanto i preziosi collaboratori Corrà Raffaello e Manessi Luigino. L’ambiente si riscalda quando il padre richiama i temi del Geac, i motivi del nostro ritrovarci insieme, quando dà il benvenuti a ciascuno dei presenti e dà loro la parola.

 

Assoni Bernardo e moglie

Benedetti Celestino e moglie

Berardi Giuseppe e moglie

Bianco Vincenzo e moglie

Biasini Benedetto e fratello

Boglioni G.Battista e Margherita

Bosco Lino e moglie

Capoferri Giovanni

Chioda Giovanni

Corini Arduino e moglie

Corrà Raffaele

Covi Marco e moglie

Degani Alberto

Faglia Mario

Gaioni Giuseppe e moglie

Gatti Alberto e moglie

Guizzo Ambrogio

Lancini G.Carlo

Lancini Silvano

Lorenzetti Aldo e Carla

Manessi Luigino e Luisa

Merzari Dario e moglie

Morellato Giuseppe

P. Busecchi Cesare

P. Gino Toppan

Padre Andrea

Ravanini Filippo, Lucia, Caterina e Marco

Ruaro Francesco, Barbara e figli

Segala Luigi

Volpini G. Battista e moglie

Zanchi Celeste e moglie

Zanchi Giorgio e moglie

Zanchi Giuseppe e moglie

Zanon Giuseppe

 

 

E’ una gara per esprimere quanto bene ci abbia dato il GEAC, quanta riconoscenza si debba a padre Andrea e ai superiori che hanno condiviso il suo progetto, da padre Silvio Ferrari e padre Nicolò Cendron all’attuale Provinciale padre Gianni Bracchi.

C’è padre Cesare Busecchi, missionario in Madagascar che ci porta i saluti dei confratelli di laggiù e che con padre Gino Toppan fa rivivere i suoi anni di collegio; ci sono i fratelli Biasini a ricordarci la bella voce e il sorriso perenne di padre Armando, missionario in Giappone e da poco ritornato alla Casa del Padre.

Nel clima di amicizia e di familiarità, c’è anche qualcuno che dice di essere uscito con rimpianto, subito rimbeccato dalla moglie che si dice felice per quella scelta, felice di godersi il GEAC.  C’è Lancini Silvano che ricorda con stima ed affetto padre Lucio Demonti, al cui funerale era presente con padre Andrea che lo ha seguito nella sua malattia e negli ultimi momenti di vita, mettendolo, da par suo, nelle mani di Dio, Padre misericordioso.

Ci sono quelli del gruppo di Capriolo e dintorni che con lo slancio della fantasia e laboriosità dell’entusiasmo hanno organizzato l’incontro, dal rinfresco, al pranzo, alla fanfara, all’omaggio della pergamena e della stola, al concerto della sera ( sono anche alpini e niente li può fermare): Giambattista Volpini che butta il cuore oltre le braccia, Giorgio e Giuseppe Zanchi che si definiscono amici più che fratelli, Bernardo Assoni che armonizza il cuore con le braccia, Faglia Mario, il silenzio lavoratore. C’è Luigino Manessi, lui con un tocco di classe e di cultura ha curato l’opuscolo ‘GEAC Amicizia’, scrivendo anche del centenario dei Carmelitani ad Adro e, soprattutto, dei restauri del Santuario. Non se ne abbiano gli altri non nominati; stiano certi che sono ricordati e riconosciuti perché “facitori di amicizia”.

Terminato l’incontro, scendiamo al santuario, gustandoci sul piazzale alcune suonate della fanfara dei bersaglieri di Palazzolo, venuta apposta per noi e per padre Andrea. Ci accompagna anche in santuario durante la celebrazione della Messa insieme al canto e al suono d’organo dei fratelli Biasini così amichevolmente discreti e deliziosamente canori.

All’omelia, padre Andrea richiama i temi fondamentali del GEAC, il felice ritrovarci davanti alla Madonna della neve per la vera amicizia e la vera fraternità, in sintonia con quanti ci seguono da lontano, in particolar modo con quanti sono già arrivati alla Casa del Padre. Qui P. Andrea si lascia sfuggire un suo felice “accostamento”: “Appena metteremo piede in Paradiso, con felicissima sorpresa, saremo accolti da una travolgente “fanfara” che ci aspettava dall’eternità e ci farà capire quanto siamo importanti e da Chi da sempre e per sempre siamo amati.”

Al termine della Messa, Corrà Raffaello e Luigino Manessi esprimono a nome di tutti i geachini, vicini o lontani, il  sincero ringraziamento per quanto ci ha dato con il GEAC, le più vive congratulazioni per i suoi 50 anni di Messa.

 

 

Ecco il testo: Oggi siamo qui per festeggiare il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di P.Andrea Panont, un sacerdote, ma anche un uomo speciale.

Nasce in terra veneziana, ad Eraclea Mare, il 1° novembre 1937.

A 21 anni, con la professione solenne, entra definitivamente nell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, dove completa gli studi filosofici e teologici e a 24 anni viene ordinato sacerdote.

Dopo varie ed intense attività si specializza in teologia spirituale nella Pontificia Facoltà Teologica Teresianum a Roma.

Riprende l’impegno della pastorale privilegiando i ragazzi, i giovani e gli esercizi spirituali.

P. Andrea è anche colui che ha fondato il G.E.A.C., ovvero il Gruppo degli Ex Alunni Carmelitani.

Possiamo dire che questo gruppo ha tanti anni quanti gli anni di ordinazione di Padre Andrea.

Tutti noi lo ammiriamo per la sua capacità di trasmettere concetti spirituali e di vita; infatti con suoi libretti ci elargisce pillole di saggezza che ci accompagnano e ci insegnano come affrontare il nostro cammino di vita spirituale.

Leggendo alcune vicende riguardanti Padre Andrea siamo rimasti colpiti dall’impatto che ha sulla gente e, nello specifico, su una persona con gravi problemi che racconta questo avvenimento:

-Sono caduto in una profonda depressione e per lunghi mesi mi sono messo in cura, perdendo il lavoro e le amicizie nella notte buia della malattia. Da tempo avevo in mano vari libretti di Padre Andrea, ma ero tanto preso dal lavoro da non concedermi il tempo di sfogliarli. La grave malattia che mi ha tolto il lavoro, mi ha ora donato il tempo per leggerli, per gustarne e goderne le vitamine che sono autentiche bombe per la salute: la fiducia in Dio che stravede per ognuno di noi e la serenità che le sue letture mi hanno trasmesso sono indescrivibili.

Mi sono detto, appena starò bene li porterò in una farmacia perché vengano allineati tra gli antidepressivi. Così è stato. Si possono vedere anche negli scafali della farmacia del nostro Borgo, richiesti dal medico responsabile che li ritiene, a parer suo e anche della gente, pillole che fanno bene, autentici antidepressivi. E questo è un aneddoto; ce ne sarebbero altri.

Padre Andrea è sempre presente per noi, sia telefonicamente, sia attraverso le email e le lettere che spesso ci invia.

Una volta gli è stato chiesto quale fosse per lui il senso della vita e la sua risposta è stata: “per me il senso della vita, e lo sperimento ogni giorno, è godere quella felicità che ci deriva dalla certezza di essere amati immensamente da Dio, così come siamo. Certezza che ti rilancia a vivere in pienezza l’amore fraterno fino a donare la vita: non c’è felicità più grande, non c’è amore più grande. Mi piace cantare: Trovi vita se doni la vita”. Con affetto, riconoscenza e gratitudine    da  Giorgio e Giuseppe Zanchi… a nome del Gruppo Geac Amicizia

Un applauso sentito e caloroso risuona per le volte del santuario, ripetuto poco dopo quando quelli di Capriolo fanno omaggio a padre Andrea di una pergamena e di una stola con disegnato lo stemma del GEAC. Non gli scappa una lacrimuccia perché è un omone, ma il nostro Andrea è visibilmente commosso!

Tutto si conclude con canto della Salve Regina per salutare la Madonna, con le stesse note di quando, da fratini e apostolini, la cantavamo ogni sabato sera  con voci bianche e avvolti in bianchi mantelli. Arrivederci GEAC AMICIZIA!!! il prossimo anno tutti nel “Veneto”, come quest’anno tutti nel “Lombardo”.

 

Giuseppe Zanon

 
Domenica 15 Aprile 2012 14:27

Inno GEAC Amicizia

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La versione rivista dell’inno dell’amicizia, arricchita di ritmo e velocità realizzata da Benedetto Biasini e Fabio Morandin.

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    Domenica 26 Febbraio 2012 16:01

    45° GEAC AMICIZIA dal primo incontro

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    Verona Tombetta

    domenica 26.02.’12….domenica 26.02.'67

     

    Carissimi amici del Geac Amicizia e amici degli amici…

    proprio quest'anno 2012, esattamente domenica 26 febbraio prossimo, il Geac Amicizia celebra  i suoi 45 anni di vita. La data di nascita è ricordata e riportata anche nella lettera autografa di P. Silvio Ferrari allora provinciale. Ci ricorda che proprio il 26. 02. '67 anche P.Silvio partecipava e benediva con "grande gioia" il nostro primo incontro Geac Amicizia ad Adro:  “mi auguro –scrive -che sia il primo d’una lunga serie…”.

    Nel nostro sito Geac Amicizia sono raccolte e potrete gustare molte lettere  che riportano quella data sia nel primo invito che mandavo, sia nella vostra risposta di adesione a quel primo evento che si rivela  tanto ricco di "emozione" da parte di tutti. A presto...!!

     

    A tutti l' amicizia del Geac a nome del quale....

    vi saluta caramente p. Andrea Panont

       

    Aggiornata sezione Lo Stupore

    Aggiunte le puntate fino a 162.

       

    Aggiunte foto

    Grazie a Leone Polonioli abbiamo potuto arricchire le foto con 5 nuove immagini riguardanti gli anni 1962 e 1963.

    Ringraziamo di cuore Leone per il contributo.