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La Parola di Dio è per tutti

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Popoli tutti, lodate il Signore, perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)


Popoli tutti, lodate il Signore, perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)


L’UOMO MONDO

 

(…) (Ma)  il gen che non può nascondere la faccia di fronte alla realtà che oggi viviamo, di fronte a questo travaglio che l'umanità sente, avverte pure lui in più casi che la terra gli trema sotto i piedi, (…) C'è quindi nel gen anche - vorrei dire - un motivo di più per entrare coscientemente nella gestazione, generazione, del nuovo mondo che deve arrivare.

Il gen oltre tutto ne è responsabile, e non può chiudere gli occhi ed evitare la fatica per la nascita di quel mondo che domani sarà suo.

Ma come allora vivere questo terribile oggi, in cui sembra che, per un misterioso cataclisma, i più alti valori tremino come enormi grattacieli che si frantumano e si scontrano?

C'è in pratica un tipo di uomo-mondo che sente, che ha sentito in sé questo terribile maremoto che minaccia di non salvare nulla di ciò che finora si è creduto intoccabile? (…) C'è questo uomo-mondo che ha saputo in queste situazioni superare questa immane prova, pagando così un mondo nuovo che ha ritrovato in sé e ha generato per gli altri?

Sì, esiste.

Ma si intuisce subito che quest'uomo non poteva essere solamente un uomo, ma "l'uomo": è Gesù Abbandonato.

(…) Sulla croce, Gesù avverte il crollo di tutta la sua umanità, del suo essere uomo. Per così dire avverte il crollo della sua struttura umana e al culmine di quel crollo il Padre permette misteriosamente che dubiti che in Lui - in Gesù - anche la presenza di Dio venga meno, vanifichi. Per questo lui grida: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".

Ma proprio in questo grido, Gesù, perché è Dio, ha la forza di superare questo infinito dolore (…) e dà alla sua carne passibile, debole, la potenza dell’immortalità.

E' Gesù Abbandonato che si pone davanti a voi come il leader dei gen. E' il leader sicuro per ogni giovane di questo secolo. (…)

E i gen seguendolo troveranno la possibilità di non tremare di fronte a qualsiasi situazione, ma, anzi, di affrontarla con sicurezza che ogni verità umana e “la” verità, cioè il regno di Dio, potrà trovare, anche per il vostro concorso, le nuove strutture mentali a livello mondo.

(…) Sta in voi accoglierlo nel vostro cuore come la perla più preziosa che vi si possa dare, per la vostra anima, per i popoli che qui rappresentate, ma soprattutto per quel mondo nuovo che deve vedere tutti gli uomini uniti. Per quel mondo nuovo che ospiterà non tanti popoli ma il popolo di Dio.

 

Rocca di Papa, 22 luglio 1972  (Stralcio)