Passa Parola

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Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Un Fiore per te

Chi ha paura di Dio?
Gocce di rugiada
La Parola è creatrice

La Parola è creatrice

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Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio”.


“Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: “Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio”. Alla Sua Parola che è Gesù, tutto e possibile. “La Parola è creatrice”.

 

I primi dieci anni

 

"La mia domanda riguarda i primi dieci anni dell'Opera: cioè partendo da Loreto, nel '39, come sono stati questi primi dieci anni e anche come Dio ti ha preparato per quella che fu l'esperienza del '49?"

 

Be', sono i dieci anni in cui è nata tutta la spiritualità, ma proprio una cosa dietro l'altra, a tamburo battente, subito, quando Dio ha voluto. Be', prima c'è stato Loreto, e c'è stato come il preavviso; però dopo, per quattro anni, non c'è più stato niente, nel senso (che) io continuavo a far la maestra, andavo a far scuola nei paesi di qua e di là, fondavo l'Azione Cattolica perché allora io sapevo far quello e basta. E poi nel '43 è scoppiata la situazione, come voi sapete, tutta la storia di "lacrime e stelle" ecc., tutte quelle cose così. E poi, una cosa dietro l'altra, Dio mi ha ispirato tutti i punti della spiritualità. Ma voi non ne avete l'idea come erano importanti, per esempio, la volontà di Dio,  per noi: adesso l'abbiamo ripresa in mano,  ma,  quando il Signore dentro,  lo Spirito Santo, ci ha piegato la volontà di Dio, era una cosa che prendeva tutta la vita, tutta..., tutta l'umanità prendeva.

Noi sentivamo... Bisognerebbe veramente che a ogni punto della spiritualità ci si fermasse non so quanto, perché è stata così abbondante la luce per ogni cosa... E siamo andati avanti. E Dio ci ha preparati per il '49 in questa maniera. Cioè noi eravamo..., vivevamo la Parola di vita sempre e vivendo la Parola di vita - questo forse vi è stato spiegato - ..., ogni Parola di vita la buttavamo in vita e, buttandola in vita, vedevamo che l'effetto, non la radice, non la causa, l'effetto di ogni Parola di vita era uguale. Ci si trovava sempre lì o ad amare o ad amare Dio o a... era sempre uguale, qualsiasi... Partivi dalla mitezza, dalla purezza, dalla pazienza;  da qualsiasi parte la Parola di vita ti suggeriva di partire, l'effetto era in pratica identico: amor di Dio, amor del prossimo.

Tanto che ci siamo convinti di dire quasi..., sembrava a noi - ma eravamo piccoli - che il vangelo fosse esaurito, perché avevamo fatto questa esperienza meravigliosa: che in ogni parola di Dio c'era sotto l'amore.

Ecco, questa è un'esperienza: bisogna farla, ma bisogna farla con...; la facevamo in una maniera pazzesca, sapete popi? che io vi auguro di rifarla. Cioè, non è che era importante il lavoro...  Facevamo tutto:  studio,  lavoro,  poveri,  questo, quell'altro,  focolari...,   facevamo  tutto,  ma  era  tutto secondario... Era solo la Parola,  esser Parola, esser Parola e, nel far tutte le cose che la volontà di Dio..., esser Parola, esser Parola.

E allora abbiamo fatto questa esperienza che in ogni Parola c'è sotto l'amore: e dicevamo: come in un pezzettino di Ostia santa c'è tutto Gesù,  in una Parola del vangelo c'è Gesù che è l'amore, in ogni Parola.

E, non so, penso, lo Spirito Santo ci ha portati a capire che,  vivendo,  quindi,  l'amore degli  amori,  che era  Gesù abbandonato, esser niente per esser gli altri, esser niente per essere la volontà di Dio,  esser niente... era vivere in pratica tutto il Vangelo. Ed è stato lì che allora è venuto fuori  il rapporto con Foco, perché, sul niente di me e sul niente di Foco, abbiamo detto a Gesù Eucaristia: io ero niente - quindi raso - sul niente di Foco - raso… - abbiamo detto a Gesù Eucaristia di patteggiare unità: il mio Gesù Eucaristia col Gesù..., che è la stessa cosa.  Cosa è rimasto? E' evidente: è rimasto Gesù Eucaristia;  sul niente qui,  sul niente lì è rimasto Gesù Eucaristia. Solo che adesso lo vedete col ragionamento, lì è stata un'esperienza, che oserei dire mistica. Per cui, quando io mi sono trovata...  Gesù ha patteggiato, ma Lui con se stesso, però Lui in noi calici vuoti, creature piene dell'Eucaristia.

Per cui, quando Foco è entrato lì a fare una conferenza e io sono rimasta di fronte al tabernacolo, non potevo più chiamare Gesù, perché ero io, perché...  Ho sperimentato quella cosa, che adesso la capiamo con la testa,  per cui mi è uscito:  "Padre", dalla bocca..."Padre". E lì è tutta l'esperienza nostra, piccola ma grandiosa, della filiazione divina, dove lo Spirito Santo ci lavora, ci lavora, per portarci a dire: Padre; ma solo nello Spirito si può dire: "Padre", perché umanamente non si può dire. Sì, si può dire, ma non vale niente. Na per dirlo con..., come dire? essendo quella realtà di figli del Padre, essendo un altro Gesù, bisogna che lo Spirito. la dica in te. Lì non è che io ho capito che... Io ho capito che non potevo chiamare me stessa, perché l'Eucaristia era qua, era qua, era tutt'una con me creatura, con me niente: un niente voluto, non un niente così, anonimo, un niente voluto, quindi amore. E quindi siamo entrati, quindi, nel seno del Padre per via di questo…

 

Montet, 16.9.89